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Signorina
veniamo noi con questa mia addirvi, addirvi una parola, che scusate se sono poche ma 700 mila lire; a noi ci fanno specie che questanno, una parola, c’è stato una grande moria delle vacche come voi ben sapete . : questa moneta servono a che voi vi consolate dai dispiacere che avreta perché dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimo di persona vi mandano questo perché il giovanotto è uno studente che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioè sul collo . ; . ;
Salutandovi indistintamente i fratelli Caponi che siamo noi
Totò, Peppino e la malafemmina (Camillo Mastrocinque, 1956)
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Dopo una giornata di fatica, finalmente sembra che sia riuscito a risolvere tutti i problemini che avevo, ed il sito sembra finalmente essere funzionante (almeno per la parte che ora ho sviluppato, ossia la sola parte del blog).
Splinder è definitivamente abbandonato! Da oggi, per chi mi vuole seguire, sono online solo qui.
È arrivato Luglio. Veramente siamo già quasi a metà del mese... Comunque, dicevamo, è arrivato luglio, e con lui l'estate.
Qualche tempo fa mi ero organizzato un'estate in croce rossa completamente dedicata alla conclusione dei tirocini, con buona pace della mia ragazza. Beh, non sono ancora riuscito a cominciare i tirocini in ospedale, in compenso oggi ho effettua il mio ultimo tirocinio a Ponte Galeria, e da adesso sono completamente operativo ed autonomo, quando voglio far servizio non devo più cercare preventivamente qualche anziano che mi faccia da tutor. Comunque in linea di massima, tranne il fatto della possibilità di essere da solo, il servizio che svolgerò da operativo è perfettamente identico a quello che ho svolto fino ad oggi.
Sempre in ambito Croce Rossa, domattina, con una bella levataccia (inizio servizio ore 7:00), finalmente faccio il mio primo servizio a Castelnuovo di Porto. Sono due settimane che lo volevo fare, ma tra altri impegni e turni già completi non ne avevo avuto la possibilità. È un servizio nuovo, che, a detta di tutti i volontari che già lo hanno effettuato, ` il servizio che più rispecchia i sette principi della Croce Rossa: domani vedremo e poi farò le mie valutazioni, vedrò se schedulare subito altri servizi.
Prima ho accennato alla mia ragazza: mercoledì scorso si è laureata, e quindi le faccio i miei complimenti.
Io non c'ero, era il mio primo giorno del nuovo lavoro, finalmente l'ho cambiato: il vecchio lavoro, quello con il capo pazzo, non mi manca affatto, ma sono sempre più convinto che tornare al vecchio lavoro sia stata la soluzione più giusta. Per ora cerco di adeguarmi, cerco di organizzarmi durante questa estate e arrivare a settembre per tirare le prime somme. Se dovessi accorgermi che ho fatto un grande sbaglio non avrei alcuna paura ad ammetterlo, ma la paura che ho è che, una volta presa coscienza del mio errore, non sarei capace di far finta di niente finchè non trovo un altro lavoro, ma probabilmente decidererei di dimettermi senza aver trovato un altro lavoro.
Chiudo il pensierino di oggi con due notizie: nonostante le mie dimissioni, martedì prossimo tornerò a giocare a calcetto con i colleghi (ormai ex-colleghi). Sempre martedì, anche se ci spero poco, finalmente potrei riuscire ad andare a vedere un concerto di Fiorella Mannoia: già lo scorso hanno ho ricevuto una buca all'ultimo minuto, staremo a vedere quest'anno.
Sto migliorando con la mia mania: sono riuscito una volta tanto a non parlare di libri.
Ho appena terminato il mio ultimo giorno di lavoro.
Domani torno al mio vecchio lavoro.
È un ritorno al passato necessario, non tanto perchè convinto che sia la scelta giusta, quanto perchè sentivo il bisogno di rientrare in un ambiente conosciuto e tranquillo.
Tirando le somme, qiesti due anni sono stati profiqui, mi hanno comunque permesso, nonostante le difficoltà, di crescere e di confrontarmi con una realtà ben diversa da quella dove ero cresciuto. Forse questa esperienza avrei dovuto farla tra qualche anno; passare da una realtà familiare ad una realtà politica mi ha spaventato, mi ha fatto scoprire un lato del mondo lavorativo che io, da ragazzo alle prime esperienze (o meglio, da ragazzo che si è confrontato principalmente solo con questo tipo di realtà), non conoscevo e non volevo conoscere.
Domani rivedrò alcuni dei colleghi che due anni fa mi hanno spinto a voltare pagina, e soprattutto domani, dopo due anni, non vedrò le facce delle persone che in questi due anni avevo imparato ad apprezzare e stimare. Non vedrò visi amici, visi che hanno condiviso con me alcuni di questi ultimi anni lavorativi; non vedrò visi di persone fino a ieri indifferenti, ed oggi, al momento dei saluti, forse i più difficili da lasciare dietro le spalle.
Sono certo che troverò nuovi colleghi altrettanto capaci, in fondo anche per loro sono passati gli anni e, spero, siano maturati (lavorativamente parlando si intende).
Spero con tutto il cuore che delle 12 persone con cui ho condiviso ogni minuto di questi ultimi due anni, almeno con quelle con cui ho legato di più rimanga un'amicizia e che quel legame che c'era tra noi (almeno da parte mia) non si riduca ad un semplice legame di persone costrette dal lavoro a condividere la propria vita.
P.S. - notizia di servizio: questo è il primo post pubblicato sul mio sito (ancora offline) e successivamente copiato sul blog di Splinder, oramai prossimo alla chiusura.
Oggi è l'ultimo giorno di giugno.
Finalmente riesco a vedere la luce in fondo al tunnel, parlo del tunnel lavorativo. Sono passati quasi due mesi da quando ho rassegnato le mie dimissioni, e finalmente comincio a sentirmi effettivamente un dimissionario. Tra poco più di una settimana saluterò tutti, sicuramente con qualche rimpianto; mi dispiacerà lasciare qualche collega, che inevitabilmente perderò di vista. Non credo troppo alla possibilità di mantenere i contatti. Non ho instaurato con nessuno un vero rapporto di amicizia che possa sopravvivere alla lontananza di non lavorare più insieme. Andrò via anche con la sensazione di non aver combinato nulla, di non essere riuscito a portare nulla di me nell'azienda. So con certezza che ho lavorato bene, con competenza e professionalità. Oltre a pensarlo, ho le dichiarazioni di stima dei miei colleghi, che sono dispiaciuti (sul serio) che io me ne vada. Ma a parte i colleghi, l'azienda è stata fredda alla mia decisione di andare via; e vedere l'azienda implodere senza che nessuno se ne interessi mi fa rabbia. Non concepisco l'indifferenza di fronte ad un crescente malcontento che ha portato me ad andarmene (e prima di me altri colleghi), e presto sarò seguito da altri.
Dal 9 luglio sarò di nuovo nella mia vecchia azienda. Ci vado con la consapevolezza che presto mi stuferò nuovamente. Ci vado con molto entusiasmo, con molte idee che vorrei sviluppare; ma ci vado anche con la consapevolezza che mi scontrerò contro un muro, che non riuscirò a coinvolgere nessuno nei miei progetti, ed io non ho la forza di portarli avanti tra mille difficoltà. Vado nella mia vecchia azienda con l'idea di obbligarmi a migliorarmi professionalmente, a cercare di mettere in piedi un mio progetto che possa, in futuro, poi portare avanti sia autonomamente che vendendomi presso nuove aziende. Ho la consapevolezza che nel giro di qualche anno (spero 3/4, ma ho paura già dopo 1) la mia strada nuovamente mi porti a guardarmi attorno, a scegliere strade diverse da quelle della mia azienda.
Capitolo libri: oggi termina la sfida delle nazionalità, ed io ho cominciato 2 giorni fa il mio nono libro. Devo ammettere che la sfida l'ho clamorosamente persa, ma che la porterò ugualmente a termine. Sono anche a metà della sfida del 50 libri in un anno, ed anche qui le prospettive non sono affatto rosee: 17 libri in sei mesi fanno 34 libri in un anno. Rimango nella mia media, quella che mi ha permesso di leggere 31 libri nel 2007, ma ben lontano da quel traguardo che ambiziosamente mi ero prefissato per il 2008.
Non potevo che terminare parlando come mio solito della Croce Rossa. Continuo a fare servizio sui camper di Villa Maraini. Continuo anche con Ponte Galeria, un solo altro servizio e termino i tirocini; poi sarò autonomo (almeno a parole). Per l'Ospedale ancora tutto in alto mare: il responsabile del servizio si è dimesso, e il nuovo deve essere ancora deciso. Finché non verrà nominato il nuovo responsabile, non sarà possibile programmare i tirocini necessari per effettuare il servizio. Sempre a proposito di tirocini, il servizio di Trasporto Infermi richiede un po' più di attenzione: devo effettuare 40 ore entro ottobre e sono fermo a 13. Per luglio non ho schedulato alcun turno. Purtroppo sono arrivato tardi e tutti i turni decenti sono stati occupati: sono rimasti scoperti solo i turni serali, quelli in cui non si fa nulla (e per questo preferirei evitarli, me li lascio come ultima spiaggia in caso di necessità nel mese di settembre).
Prima di chiudere l'ultima informazione di servizio: dal mese di giugno sono un sostenitore anche di Medici Senza Frontiere.
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Carlos Ruiz Zafón L'Ombra Del Vento Traduzione: Lia Sezzi Editore: Arnoldo Mondadori Editore Pagine: 439 Prezzo: € 14,40 ISBN-10: 8804561300 ISBN-13: 9788804561309 Iniziato a leggere il 02/06/2008 Finito di leggere il 27/06/2008 |